Organized by Veronafiere
Verona
14-16 Settembre 2016
EXHIBITION AND CONFERENCE

Aumentare la sicurezza e il comfort dei ciclisti: il progetto europeo Xcycle 

Nel giorno di apertura di Cosmobike Mobility, mercoledì 14 settembre, nel panel “Infrastrutture per città ciclabili” saranno presentati alcuni studi sul tema della sicurezza dei ciclisti che sono stati condotti nel progetto XCYCLE,  un progetto Horizon 2020 finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dall’Università di Bologna.

 e44a30a686fbfbc9254ee287d0e26f4d_XLSe la bici sta vivendo un’epoca di rilancio del suo uso in ambito cittadino, un pericolo per la “salute urbana”, sono i crescenti dati sugli incidenti e infortuni stradali in cui sono sono coinvolti i ciclisti. In Italia, ogni anno, sono circa 17mila gli incidenti che coinvolgono ciclisti, con una media di 50 al giorno: in caso di incidente, solo il 5% dei ciclisti rimane incolume e, ogni anno solo nel nostro paese, sono circa 250-300 i ciclisti che restano vittime della strada. Questo dato conferma la necessità non solo di comprendere i fattori di rischio specifici che minano la sicurezza dei ciclisti ma anche di adottare strategie efficaci per ridurre i conflitti e la gravità degli incidenti.

Chi pedala sulle due ruote è trattato più sfavorevolmente rispetto ad altri utenti della strada dai sistemi che regolano il traffico: pensiamo al tipo e alla qualità di infrastrutture dedicate ai ciclisti o allo scarso utilizzo di segnaletica specifica o ancora di sensori di rilevazione in grado di registrare la presenza o l’avvicinamento di un ciclista. L’industria automobilistica sta investendo nello sviluppo dei cosiddetti “Intelligent Transport Systems” (ITS) volti a tutelare gli utenti più vulnerabili della strada ma non è ancora chiara l’accettabilità e l’efficacia di tali sistemi. 

xcycleQuando si parla di sistemi di supporto alla guida, del loro sviluppo e in particolare della loro accettazione e utilizzo da parte degli utenti finali, è importante tenere in considerazione come questi potrebbero essere influenzati dagli atteggiamenti delle persone verso questa particolare categoria di utenti della strada. 

Non va infatti dimenticato che i ciclisti sono bersaglio di stereotipi negativi (percepiti come imprevedibili, trasgressori, fastidiosi) e talvolta anche di comportamenti ostili. Un recente studio di due ricercatrici scozzesi, Fruher e Flin, ha evidenziato come le persone che mostrano degli atteggiamenti negativi nei confronti dei ciclisti tendano ad assumere dei comportamenti alla guida molto più aggressivi verso i ciclisti e potenzialmente più pericolosi (ad esempio, tagliare la strada ai ciclisti o sorpassare un ciclista a una distanza più ridotta) rispetto a coloro che invece esprimono degli atteggiamenti positivi nei confronti dei ciclisti. Inoltre, i conducenti di automobili che dichiarano di non utilizzare la bicicletta mostrano atteggiamenti maggiormente negativi verso i ciclisti. 

Nei paesi europei dove l’uso della bicicletta è più diffuso, il rischio per l’incolumità dei ciclisti è più basso. In Danimarca le persone percorrono in bicicletta circa 900 km all’anno ed i tassi incidentali (misurati per numero di morti per miliardi di km percorsi in bici) sono più bassi che in Portogallo, dove una persona che usa la bicicletta percorre circa 30 km all’anno.

Tra i molteplici obiettivi di  XCYCLE c’è quello di sviluppare infrastrutture e tecnologie innovative per la sicurezza dei ciclisti con lo scopo di migliorare la rilevazione dei ciclisti nel traffico, ad esempio per avvisare l’automobilista in sosta dell’avvicinamento di un ciclista per evitare i cosiddetti “door crashes”. 

Il progetto Xcycle si basa sulla centralità dell’attore della strada, nello specifico delle persone che usano la bicicletta considerando la loro diversità e varietà i termini socio-anagrafici e comportamentali. Quali sono i bisogni riguardo la  sicurezza delle persone che usano la bici come mezzo di trasporto urbano? Cosa percepiscono utile, efficace e facile da usare? Quali sono le specifiche necessità in termini di sicurezza dei ciclisti più anziani, dei più giovani, degli utilizzatori di e-bike? Come fare in modo che la bici sia “percepita” come più sicura nel contesto urbano e quindi sia più adottata come mezzo primario di trasporto per i tragitti brevi? Queste domande sono centrali se intendiamo sviluppare infrastrutture, tecnologie e contesti sociali che rendano la ciclabilità più confortevole e sicura.

Di Marco De Angelis, Federico Fraboni, Luca Pietrantoni

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Per approfondimenti:

http://www.xcycle-h2020.eu/Downloads/ProjectMaterial

Fruhen, L. S., & Flin, R. (2015). Car driver attitudes, perceptions of social norms and aggressive driving behaviour towards cyclists. Accident Analysis & Prevention, 83, 162-170.

Fyhri, A., Sundfør, H. B., Bjørnskau, T., & Laureshyn, A. (2016). Safety in numbers for cyclists—conclusions from a multidisciplinary study of seasonal change in interplay and conflicts. Accident Analysis & Prevention.

Silla, A., Leden, L., Rämä, P., Scholliers, J., Van Noort, M., & Bell, D. (2016). Can cyclist safety be improved with intelligent transport systems?. Accident Analysis & Prevention.

De Hartog, J. J., Boogaard, H., Nijland, H., & Hoek, G. (2010). Do the health benefits of cycling outweigh the risks?. Environmental health perspectives, 1109-1116.




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