Organized by Veronafiere
Verona
14-16 Settembre 2016
EXHIBITION AND CONFERENCE

Car-free cities, l’analisi di Anna Donati

Quali provvedimenti sono stati messi in campo in Italia per “contenere” l’auto ed i suoi effetti negativi per la qualità dell’aria, per la tutela dei beni storici, l’occupazione dello spazio pubblico e ridurre la congestione nelle aree centrali?

Nel nostro Paese solo nel 1991 si istituiscono Zone a Traffico Limitato con il controllo di varchi telematici, si ampliano aree pedonali, comincia la realizzazione delle prime piste ciclabili e dei parcheggi d’interscambio, si realizzano nuove reti tramviarie (55 km) e nuove reti metropolitane nelle grandi città. I provvedimenti procedono lentamente e sempre tra grandi polemiche e preoccupazioni sul consenso elettorale dei sindaci.

Queste discussioni sono presenti in tutta Europa: nel 1994 le principali città europee fondarono il club “car free cities” tradotto in Italia con “Città senz’auto”, poi modificato con diciture più morbide come “Città libera dal bisogno dell’automobile” ed in “città senza la mia auto”. Per la prima volta, fu promossa la settimana europea “Car free cities”, che dal 2002 è diventata la “Mobility Week” la settimana europea per la mobilità sostenibile, decidendo di cambiare radicalmente la prospettiva.

minchia

Dopo il 2011 c’è un nuovo impulso: a Milano si crea il pedaggio di accesso Area C e decolla la sharing mobility, a Bologna i T-Days e politiche reali per la bicicletta, a Napoli il  lungomare pedonale, a Palermo arriva il Tram. Nelle città medie del nord come Bolzano, Reggio Emilia, Ferrara e Pesaro tra le altre, quasi un terzo dei cittadini si sposta in bicicletta ogni giorno. Complice la crisi, si riducono gli spostamenti ed anche l’uso dell’auto, ma all’oggi, in Italia esistono veramente Quartieri senz’auto? Ne parleremo a CosmoBike Mobility, nel panel “Città e quartieri senz’auto” giovedì 15 settembre alle 10.30.




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